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All’aeroporto di Linate, in mostra il design italiano a cura di Triennale Milano

Dopo la lunga chiusura dello scalo a causa della pandemia, inaugura la nuova area imbarchi che ospita opere della collezione del Museo del Design Italiano.

14 giugno 2021

In occasione dell’inaugurazione della nuova area imbarchi e dell’ampliamento dello scalo milanese di Linate, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, è stato presentato il primo di una serie di allestimenti sul Made in Italy che la Triennale Milano curerà da qui e nel futuro.

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Ogni sei mesi infatti, con la supervisione di Marco Sammicheli, verrà proposta una ricca selezione di pezzi in rappresentanza della collezione permanente del Museo del Design Italiano di Triennale Milano (con nomi del calibro di Achille e Pier Giacomo Castiglioni, Roberto Sambonet, Marco Zanuso, Richard Sapper e Bruno Munari). La presenza dell’istituzione culturale a Linate fa parte del progetto complessivo di riqualificazione del city airport iniziato ormai nel 2019, costato circa 40 milioni di euro e volto a migliorare la travel experience di passeggeri e viaggiatori. 

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Il primo intervento vede l’allestimento di una sala dedicata al viaggio e un tributo per i 40 anni di Memphis. La prima, si sviluppa attraverso pezzi del design italiano che interpretano il tema del viaggio: troviamo quindi la valigia Partner di Cini Boeri per Oreste Franzi & C. (1967), il vassoio con il servizio di bordo Alitalia Linea 72 di Richard-Ginori disegnato da Joe Colombo, Ignazia Favata e Ambrogio Pozzi per Alitalia (1972), un piatto della serie Tema e Variazioni di Piero Fornasetti (1964), la sdraio Slonga di Titti Fabiani per IFTDesign (1975). La celebrazione del quarantesimo anniversario di Memphis trova spazio invece nella nuova hall dell’aeroporto, dove svetta, coloratissima, l’iconica libreria Carlton di Ettore Sottsass (1981).

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La partnership, tra Triennale Milano e Linate, punta ad accrescere di significato il concetto di viaggio e l’esperienza che vi ruota intorno. L’aeroporto, tipicamente vissuto come un “non luogo” di solo passaggio tra una meta e l’altra, diventa qui occasione per un arricchimento culturale profondo, dove il savoir faire e le competenze dei nostri storici designer e architetti fanno da bandiera ad un’intera tradizione culturale e sociale, avvicinando così nuovi pubblici alla cultura del progetto italiana. 



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